Webinar specialistico 25 giugno 2026: sintesi degli interventi
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Marcello Coppa

Il ruolo dei Comuni nella valorizzazione dei dati pubblici per un ecosistema digitale urbano centrato sui bisogni
Marcello Coppa ha approfondito il ruolo dei Comuni nella valorizzazione dei dati pubblici, evidenziando come gli enti di prossimità possano diventare attori centrali nella costruzione di servizi digitali più trasparenti, accessibili e orientati ai bisogni reali delle comunità.
L’intervento ha messo in evidenza il passaggio da una logica tradizionale di semplice pubblicazione dei dati a un approccio di tipo “Government as a Platform”, in cui la Pubblica Amministrazione agisce come piattaforma abilitante per ascoltare cittadini e imprese, comprendere i bisogni del territorio e co-progettare servizi realmente utili.
Attraverso esempi e strumenti operativi, è stato mostrato come l’uso di personas, casi d’uso e metodologie di progettazione dei servizi possa aiutare le amministrazioni a trasformare la raccolta dei dati da adempimento formale a leva concreta per generare valore pubblico, migliorare la qualità dei servizi e rafforzare la fiducia tra istituzioni e cittadini.
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Sveva Ianese

Prima del portale, come passare dal dato nascosto al dato valorizzabile
Sveva Ianese ha affrontato il tema del passaggio dal dato nascosto al dato valorizzabile, evidenziando come molti dati pubblici siano già presenti all’interno delle amministrazioni, ma risultino dispersi tra uffici diversi, conservati in gestionali chiusi, non documentati, non aggiornati o non pensati per il riuso. In questi casi, il dato non è ancora riconosciuto come asset e non può generare valore.
L’intervento ha chiarito la distinzione tra dato disponibile, dato pubblicabile e dato realmente utilizzabile. La sola disponibilità interna di un’informazione, infatti, non garantisce che questa possa essere pubblicata o riutilizzata. Per questo è necessario adottare un percorso strutturato, che parta dalla ricognizione dei dati e arrivi alla loro trasformazione in risorse accessibili, documentate e governate.
Particolare attenzione è stata dedicata al processo Extract, Transform, Publish e al Readiness Canvas, uno strumento utile per valutare origine, responsabilità, qualità, vincoli ed esito atteso di un dataset. Ianese ha inoltre proposto un approccio alla prioritizzazione basato su tre dimensioni, valore, fattibilità e rischio, utile per selezionare i dataset su cui intervenire con maggiore urgenza.
Il percorso proposto si traduce in un piano d’azione in sei passi, riconoscere, mappare, valutare, prioritizzare, pubblicare e federare. Un metodo che consente agli enti di passare da una logica di semplice censimento dei dati a una strategia più matura di valorizzazione, interoperabilità e riuso.
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Andrea Maurino

Come valutare la qualità dei dati
Andrea Maurino ha approfondito il tema della qualità dei dati, chiarendo che non esiste una qualità assoluta e valida in ogni contesto. Un dato è di qualità quando è adeguato allo scopo per cui viene utilizzato e quando consente agli utenti di prendere decisioni corrette, comprensibili e affidabili.
Attraverso esempi concreti, l’intervento ha mostrato come la qualità possa dipendere dal trade-off tra fedeltà alla realtà e utilità rispetto al compito da svolgere. Una rappresentazione meno dettagliata, ma più comprensibile e funzionale all’uso, può risultare più efficace di una rappresentazione formalmente più completa ma meno utilizzabile.
Maurino ha poi richiamato le principali dimensioni della data quality, tra cui accuratezza, completezza, aggiornamento, coerenza e consistenza, sottolineando l’importanza di intervenire non solo sul dato finale, ma anche sui processi che lo generano. In questa prospettiva, la pulizia del dato non è un’attività da svolgere solo a valle, ma richiede attenzione alle fonti, ai flussi informativi e alle responsabilità organizzative.
L’intervento ha inoltre valorizzato il ruolo dei metadati, delle licenze d’uso e degli standard condivisi, come DCAT-AP_IT e OntoPiA, per rendere i dataset confrontabili, interoperabili e riutilizzabili tra enti e portali diversi.
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Veronica Lattanzio e Nunzia Cito

CNR ISPA dalla raccolta dati a strumenti per la ricerca pubblica a supporto delle decisioni
Veronica Lattanzio e Nunzia Cito hanno presentato l’esperienza di CNR ISPA, mostrando come la raccolta, la strutturazione e l’integrazione dei dati possano supportare la ricerca pubblica e orientare decisioni più informate nel campo della sicurezza alimentare, della bioeconomia e della sostenibilità delle produzioni agroalimentari.
L’intervento ha evidenziato come i dati rappresentino una vera infrastruttura per la ricerca. Non si tratta soltanto di numeri, ma di profili genetici, dati fenotipici, informazioni metaboliche, dati ambientali, indicatori territoriali e relazioni tra attori, che possono essere integrati per comprendere fenomeni complessi e supportare scelte pubbliche e operative.
Tra gli esempi presentati, particolare rilievo è stato dato alla Collezione Microbica e MIRRI, una risorsa biologica e informativa di valore europeo, e al progetto MycoKey, che utilizza dati di contaminazione, parametri meteo e pratiche agricole per sviluppare mappe previsionali di rischio e strumenti di early warning. È stato inoltre illustrato il ruolo dei dati nel risk assessment alimentare, dove la standardizzazione secondo schemi EFSA consente di stimare il rischio reale attraverso informazioni su presenza dei contaminanti, consumi alimentari ed esposizione.
L’intervento ha mostrato anche il valore dei toolkit open access, progettati per rendere più accessibile, tracciabile e riutilizzabile la valutazione del rischio. In chiusura, è stata richiamata l’opportunità di creare sinergie tra dati scientifici CNR ISPA e dati territoriali e agricoli della Regione Puglia, favorendo modelli previsionali, programmazione mirata dei controlli e nuove opportunità di riuso da parte di PA, ricerca, imprese e startup.
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