Webinar divulgativo 12 maggio 2026: sintesi degli interventi
Morena Ragone
Open Data e Open Government: strategie per creare valore pubblico
Morena Ragone ha proposto una lettura degli Open Data come bene comune e infrastruttura immateriale a disposizione della collettività. Superando la metafora dei dati come “nuovo petrolio”, ha evidenziato come il dato, a differenza delle risorse finite, sia una risorsa non rivale, inesauribile e capace di generare nuovo valore a ogni riuso. L’intervento ha messo al centro il rapporto tra dati aperti, fiducia, interoperabilità e valore pubblico, sottolineando il passaggio da una logica di semplice accesso al dato a una piena cultura del riutilizzo. In questa prospettiva, la Pubblica Amministrazione è chiamata a lavorare su qualità by design, responsabilità algoritmica e capacità di rendere i dati realmente utili per cittadini, imprese, comunità e sistemi di intelligenza artificiale affidabili.
Ilaria Vitellio
Open Data per creare valore pubblico: il ruolo delle città
Ilaria Vitellio ha approfondito il ruolo delle città e delle comunità nella produzione di dati aperti, mostrando come gli Open Data non siano soltanto il risultato dell’attività amministrativa, ma possano nascere anche da processi partecipativi, mappature collaborative e pratiche di digital storytelling territoriale. Attraverso l’esperienza di Cityopensource e alcuni casi pugliesi, ha raccontato come mappe aperte, contenuti geolocalizzati e comunità di cittadini possano contribuire alla conoscenza e alla valorizzazione dei luoghi. Una parte rilevante dell’intervento è stata dedicata ai beni confiscati, proponendo l’apertura e l’arricchimento collaborativo dei dati come strumento per aumentare trasparenza, monitoraggio civico, visibilità dei beni disponibili e racconto delle esperienze di riutilizzo sociale.
Carlo Rossi Chauvenet
Dai dati all’ecosistema: governance e modelli per il riuso dei dati pubblici
Carlo Rossi Chauvenet ha affrontato il tema della governance del dato, evidenziando che non tutti i dati pubblici possono essere pubblicati come Open Data, ma molti possono comunque essere valorizzati attraverso modelli di condivisione controllata. L’intervento ha introdotto il ruolo del Data Governance Act e degli spazi comuni di dati, descritti come ecosistemi distribuiti regolati da framework condivisi, capaci di garantire scambi sicuri, interoperabilità e sovranità dei titolari dei dati. Ha distinto il modello del portale Open Data, più centralizzato e aperto, da quello dei data space, più complesso e adatto a integrare dati aperti, dati condivisibili a condizioni specifiche e dati protetti. Ha inoltre richiamato l’importanza di architetture interoperabili, framework legali, privacy engineering, dati sintetici e clausole di procurement orientate a evitare lock-in tecnologici.
Andrea Troisi
Leggere i dati per generare informazioni utili: approcci, strumenti e insight
Andrea Troisi ha posto l’attenzione sul passaggio dal dato disponibile all’informazione utile. Il punto di partenza dell’intervento è stato il paradosso dei portali Open Data: molti dataset sono pubblicati, ma spesso restano file difficili da leggere e non diventano strumenti per orientare decisioni. Per trasformare i dati in valore servono metodo, strumenti e capacità narrativa. Troisi ha proposto un percorso in quattro fasi: esplorare la struttura e la qualità del dataset, analizzare pattern e confronti, visualizzare attraverso grafici, mappe e dashboard, infine raccontare i risultati con titoli, benchmark e contesto. Attraverso casi su customer satisfaction nella PA e turismo in Puglia, ha mostrato come i dati aperti possano generare insight operativi solo quando vengono trasformati in domande, risposte e strumenti decisionali.