Webinar divulgativo 09 giugno 2026: sintesi degli interventi
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Amedeo Maizza
Open Data come base comune per leggere bisogni e opportunità del mercato

Amedeo Maizza ha approfondito il valore strategico del dato in un contesto caratterizzato da un’elevata disponibilità di informazioni, in cui la sfida principale non è soltanto raccogliere dati, ma saperli selezionare, interpretare e trasformare in conoscenza utile. L’intervento ha richiamato il concetto di impresa estesa e di coopetition, sottolineando come la collaborazione tra organizzazioni, università, istituzioni e territori sia essenziale per generare valore a partire dai dati. Gli Open Data sono stati presentati come un carburante pubblico per l’intelligenza territoriale, a condizione che siano affidabili, accessibili, aggiornati e interpretabili. In questa cornice, il dato aperto diventa una risorsa condivisa per leggere i bisogni del territorio, orientare le decisioni strategiche e rafforzare la capacità del sistema pugliese di innovare in modo collaborativo.
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Adriana Agrimi
Il ruolo dell'università come acceleratore dell'innovazione, tra dati, ricerca e formazione

Adriana Agrimi ha posto l’attenzione sul passaggio dal trasferimento tecnologico alla valorizzazione della conoscenza, intesa come capacità di trasformare dati, competenze e risultati della ricerca in soluzioni, servizi e strumenti utili per la società. L’intervento ha richiamato il paradigma della quadrupla elica, che mette in relazione ricerca, imprese, Pubblica Amministrazione e cittadini come attori complementari dei processi di innovazione. È stato inoltre evidenziato il ruolo dell’Open Science e dei Data Management Plan nella gestione del ciclo di vita dei dati, insieme all’importanza di piattaforme e strumenti capaci di connettere ricerca e mercato. In questa prospettiva, gli Open Data rappresentano una base comune per rendere la conoscenza più accessibile, favorire collaborazioni multidisciplinari e generare impatto sul territorio.
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Domenica Barile
Dal dato all'innovazione negli ecosistemi imprenditoriali: il modello LUCE per il trasferimento tecnologico tra pubblica amministrazione, università e mercato attraverso il Knowledge Transfer Office (KTO)

Domenica Barile ha raccontato il ruolo del Knowledge Transfer Office della LUM come struttura di raccordo tra ricerca accademica, imprese e territorio. L’intervento ha evidenziato come il trasferimento tecnologico richieda non solo competenze scientifiche, ma anche strumenti, processi e relazioni capaci di trasformare la conoscenza in opportunità concrete per il sistema produttivo e per la comunità. Attraverso esempi progettuali e iniziative di valorizzazione, è emersa l’importanza di costruire ecosistemi in cui dati aperti, competenze interdisciplinari e collaborazione tra attori diversi possano abilitare nuovi servizi, nuove imprese e nuove traiettorie di innovazione. L’università è stata descritta come un luogo in cui la conoscenza non si chiude, ma si apre al territorio, diventando infrastruttura viva per generare impatto.
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Claudio Tinelli
Il ruolo delle imprese negli ecosistemi data-driven territoriali

Claudio Tinelli ha portato il punto di vista del Distretto Produttivo dell’Informatica Pugliese, presentando il ruolo delle imprese ICT nella costruzione di un ecosistema regionale più maturo e data-driven. L’intervento ha sottolineato che la disponibilità dei dati è solo il punto di partenza: il valore nasce dalla capacità di trasformarli in servizi, applicazioni e soluzioni utili per il mercato e per la Pubblica Amministrazione. Particolare attenzione è stata dedicata alla qualità, all’interoperabilità e alla standardizzazione dei dataset, elementi fondamentali per abilitare anche l’uso dell’Intelligenza Artificiale. Tinelli ha inoltre richiamato il ruolo della Pubblica Amministrazione come cliente guida e delle università come luoghi in cui i dati diventano competenze, evidenziando la necessità di una strategia regionale capace di attivare comunità, imprese e ricerca attorno al riuso degli Open Data.
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Vincenzo Barbieri
Innovazione territoriale data-driven: esperienze e use case di collaborazione

Vincenzo Barbieri ha approfondito il valore degli Open Data geospaziali e satellitari come strumenti per supportare decisioni più consapevoli, monitorare fenomeni complessi e generare servizi innovativi. A partire dall’esperienza di Planetek Italia, l’intervento ha mostrato come i dati di osservazione della Terra possano diventare una risorsa concreta per ambiente, infrastrutture, sicurezza del territorio e sviluppo sostenibile. Sono stati presentati esempi legati al programma Copernicus, ai servizi di monitoraggio basati su dati satellitari e alla possibilità di costruire analisi storiche e continuative nel tempo. Il dato aperto geospaziale è stato raccontato non come semplice informazione tecnica, ma come infrastruttura abilitante per creare valore pubblico, supportare imprese e professionisti e rafforzare la capacità dei territori di leggere e affrontare le proprie trasformazioni.
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