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<row _id="1"><NOTA METODOLOGICA>La classificazione del grado di urbanizzazione (Degurba) dei comuni è prevista dal Regolamento (Ue) 2017/2391 del Parlamento europeo e del Consiglio (Tercet) e dal Regolamento di esecuzione (Ue) 2019/1130. La classificazione è stata aggiornata nel 2018, in seguito alla pubblicazione della metodologia da parte di Eurostat e alla revisione delle Fua. La classificazione identifica tre tipologie di comuni:
1=“Città” o “Zone densamente popolate”;
2=“Piccole città e sobborghi” o “Zone a densità intermedia di popolazione”;
3=“Zone rurali” o “Zone scarsamente popolate”.
La metodologia si basa sul criterio della contiguità geografica e su soglie di popolazione minima della griglia regolare con celle da un chilometro quadrato (Geostat 2011 Population Grid). A ciascun comune sono associate una o più celle di tale griglia. In base alla densità di popolazione nella griglia, le celle sono classificate come “centri urbani” (nel caso in cui la densità sia non in-feriore a 1.500 abitanti per chilometro quadrato e la popolazione nelle celle contigue non inferiore a 50 mila abitanti), agglomerati urbani (celle contigue di densità non inferiore a 300 abitanti per kmq e popolazione nelle celle contigue non inferiore ai cinquemila abitanti) e celle rurali (se non ricadono nei due casi precedenti). Nella classe “Città” rientrano i comuni per i quali più del 50 per cento della popolazione ricade in centri urbani. Nella classe “Zone rurali” rientrano i comuni per i quali più del 50 per cento della popolazione ricade in celle rurali. Negli altri casi i comuni sono classificati come “Piccole città e sobborghi”. La classificazione presente è stata predisposta per i comuni esistenti dal 1/1/2018. Ai comuni cessati prima di tale data è stato assegnato il Degurbadei comuni alla base della variazione.</NOTA METODOLOGICA></row>
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<row _id="3"><NOTA METODOLOGICA /></row>
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